iSmartAlarm, un allarme economico e tecnologico

I dispositivi tecnologici hanno letteralmente invaso la nostra quotidianità. Tra questi non poteva mancare un prodotto in grado rendere la tua abitazione “smart” e sicura. iSmartAlarm è un modo sicuro ed efficace per poter espandere il proprio sistema d’allarme e tenere alla larga i ladri. Non richiede un intervento tecnico per la sua installazione e il suo funzionamento è totalmente intuitivo è facile da gestire con l’uso di uno smartphone. Scopriamo insieme le sue caratteristiche tecniche e soprattutto le sue funzioni.

Come si presenta iSmartAlarm?

Tra i numerosi prodotti presenti sul mercato iSmartAlarm è sicuramente il più facile da installare. Può essere acquistato anche online, sfruttando per esempio una piattaforma come Amazon, e nel giro di pochi giorni riceverai il tuo kit, pronto per l’installazione. Al momento della consegna troverai un telecomando per attivarlo, un sensore ambientale per le porte e le finestre di casa, ma anche per coprire un’intera zona della tua dimora. Infine sono presenti una centralina e le batterie. Se lo ritieni opportuno dovrai acquistare a parte le telecamere per il controllo video.

iSmart Alarm Starter Pack
iSmart Alarm Starter Pack

Le batterie sono fondamentali per utilizzare i sensori ambientali (ne servono 3 di tipo AA), mentre la centralina dovrà essere collegata alla presa elettrica. Scaricando l’applicazione ufficiale per iOS o Android riuscirai a impostare e configurare il sistema di sicurezza con il tuo smarphone. Sarà richiesto un account e la sincronizzazione con il Cube One e la propria rete WiFi. L’app è progettata per trovare immediatamente i sensori che devono essere installati in un raggio d’azione di pochi metri.

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Antifurto dei privati: a Udine arriva il contributo del Comune

E’ di circa 250 mila euro la somma che è stata stanziata dal Comune di Udine, per poter finanziare l’acquisto, l’installazione e l’attivazione dei sistemi di sicurezza all’interno delle abitazioni dei cittadini. E’ quanto è stato stabilito lo scorso 13 dicembre dalla giunta comunale, approvando così la proposta che era stata inoltrata dall’assessore all’Innovazione Gabriele Giacomini. L’iniziativa mette quindi a diposizione un contributo per cercare così di adottare questi mezzi di difesa che serviranno per contenere e tutelare i privati dagli attacchi di furto nelle proprietà private.

L’assessore Giacomini ha spiegato che l’obiettivo è quello si potenziare l’impianto di videosorveglianza comunale andando così a investire sugli strumenti innovativi che sono di supporto alla sicurezza. I residenti potranno comunicare all’amministrazione anche i dettagli legati al tipo d’impianto che si installerà in casa. In questo modo si andrà ad aggiornare il Censimento della videosorveglianza su tutta la città, fornendo maggiori informazioni direttamente alle forze dell’ordine.

A chi si rivolge il contributo da 250 mila euro

Come funziona il contributo e soprattutto chi potrà richiederlo? I soldi stanziati serviranno per i residenti (da almeno 2 anni) in Friuli Venezia Giulia che hanno un Isee in corso di validità che non superi i 35 mila euro. In questo particolare caso infatti saranno rimborsate le spese sostenute per acquisto, installazione e attivazione del sistema di sicurezza. Inoltre vengono inclusi nel contributo anche i sistemi antifurto, antirapina o antintrusione, oltre ai già citati sistemi di videosorveglianza. A questi ultimi fanno eccezione gli impianti videocitofoni, le porte blindate, le grate e inferriate, che non vengono quindi considerate valide per il rimborso. Ogni impianto dovrà avere caratteristiche tecniche conformi alle norme che sono vigenti.

La spesa massima che può permettere l’ottenimento di un contributo è pari a 3.000 euro (Iva inclusa), mentre la minima dovrà essere di 1.000 euro; nel caso di spesa inferiore non saranno finanziati gli interventi. Il contributo massimo erogabile non supera il 50% della spesa ammessa; tutte le spese che verranno accettate dal Comune saranno quelle sostenute dal richiedente a partire dal 1° gennaio fino al 31 maggio 2017. Gli impianti installati dovranno infine avere una garanzia per almeno due anni dal momento dell’installazione e ogni costo di manodopera rientrerà nelle spese considerate ammissibili. Sono considerati idonei gli interventi eseguiti su immobili, case singole o appartamenti in condominio, ma in questo ultimo caso, non nelle parti comuni degli edifici. Ogni nucleo familiare potrà presentare una sola domanda per il contributo.